La verità è che la maggior parte di noi non sa’ proprio nulla di questo COVID19, perciò da persone ragionevoli non possiamo far altro che ascoltare non soltanto chi ne sa più di noi ma anche – e soprattutto – chi può oggi prendersi la sofferta responsabilità di decidere per tutti.

La motocicletta ora per noi appassionati sembrerebbe la manna dal cielo, perché con quattro sgasate ci può portare velocemente lontano dai centri abitati, lontano dai centri commerciali, lontano dalle aree affollate, lontano e lontanissimo dai cretini dello “spritz comunque”… La moto, abbassata la visiera e tratto un bel respiro, ci può portare in Grappa, in altopiano, nel bellunese, in trentino, in alto dove l’aria di certo è pulita.

Ma succede però che i cretini dello “spritz comunque” diventiamo noi, che con la scusa di prenderci una pausa dai servizi speciali in onda continuamente da settimane, dall’ultimo guru mai sentito che ha capito tutto e non può fare a meno di dircelo, dallo scienziato che dagli Stati Unici ci spiega pure lui come ci si lava le mani… (tutte cose giustissime che andrebbero fatte sempre perché pure l’influenza quella normale ne stende parecchi), con la scusa di starne fuori, diventiamo noi possibili untori.

Non è possibile sapere con responsabile certezza come stavano di salute tutti quelli che abbiamo incontrato negli ultimi 15 giorni, tutti quelli che ci erano davanti sulle scale mobili e dei quali abbiamo magari respirato uno starnuto: per questo non è responsabile andare via comunque con il rischio di portare il coronavirus in qualche rifugio, in qualche passo ancora aperto, in qualche paesetto del Cadore.

Tutto questo passerà, come è logico che sia, e chissà che la nuova stagione ci trovi più maturi, più responsabili e coscienti di quell’immenso patrimonio di posti, di luoghi, di strade e di persone che sono la nostra voglia di vita e di libertà quando siamo in moto.

Ma per ora stiamo a casa, puliamo le candele, compriamo on line qualche atlante stradale vecchio stile e progettiamo itinerari: prendiamo questo tempo per studiare, per prepararci, per fantasticare anche, per creare gruppi su Facebook che vogliono fare un tour assieme. Il rombo del nostro motore sia la sirena che annuncia che tutto è passato, e non il rumore del cretino che comunque il suo giro se lo fa perchè tanto… e chissenefrega.

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